Ambientazione
Culti

Il Culto più diffuso su tutto il continente è quello dei Sette dei.
Il culto diffuso al Nord è quello dei Vecchi dei.
Nelle Isole di Ferro il culto diffuso è quello del Dio Abissale.
A Dorne, vi sono ancora alcuni seguaci della Madre Rhoyne.
Sparuti sono, invece, i credenti del Signore della Luce (o R'hllor).

 

Gli antichi dei

Una volta il continente era abitato dai figli della Foresta e i loro spiriti senza nome, legati alla natura, erano le uniche divinità venerate nei Sette Regni, le stesse a cui i Primi Uomini si convertirono prima che gli Andali portassero, con il ferro e il fuoco, le loro divinità. Così come i Figli della Foresta e i Primi Uomini furono sterminati dagli Andali, anche gli Antichi Dei rischiarono di essere dimenticati per sempre, soppiantati dal culto dei Sette, ma nel Nord ha resistito una sacca di fedeli dell’antico culto. La religione dei Vecchi Dei non ha una Chiesa o dei sacerdoti per celebrare i riti, ma alcune tradizioni sono tramandate da padre in figlio. Diverse azioni, come l’incesto o il tradimento, sono considerate offensive nei confronti degli Dei. Spesso nel Nord, le città sono ancora costruite, come fecero i Primi Uomini, attorno al Parco degli Dei, piccolo bosco al cui centro si trova un albero diga - piante dalle foglie rosse come il sangue e dal legno bianco - sul cui tronco è stato scavato un volto che sembra piangere sangue, a causa della linfa rossa che scorre in essi. Gli alberi diga o alberi cuore sono considerati sacri ai Vecchi Dei: per questo motivo dinnanzi a loro i fedeli innalzano preghiere, giuramenti e celebrano matrimoni. Furono i Figli della Foresta a incidere nei tronchi questi volti, ma non rivelarono mai agli uomini il significato o scopo di questi.

I sette dei

I Sette Dei

Austero e forte è il volto del Padre,
lui siede ed il giusto dall’ingiusto giudica.
Le nostre vite, le brevi e le lunghe, lui osserva
E tutti i bambini lui ama.

Il dono della vita concede la Madre,
e ogni vita lei protegge.
Il suo sorriso gentile a ogni dolore pone fine,
e tutti i bambini lei ama.

Di fronte all’avversario si erge il Guerriero,
e dovunque andiamo lui ci sorveglia.
Con la spada e lo scudo, con la lancia e l’arco,
e tutti i bambini lui protegge.

Antica e saggia è la Vecchia,
e il dipanarsi del nostro fato lei guarda.
La sua lampada di oro vivido lei innalza,
e tutti i bambini lei guida.

Giorno e notte lavora il Fabbro,
per più giusto rendere il mondo degli uomini.
Con martello e aratro e chiaro fuoco,
e per tutti i bambini lui costruisce.

Danza attraverso il cielo la Fanciulla,
nel sussurro di ogni amante lei vive.
Volare agli uccelli insegna il suo sorriso,
e a tutti i bambini i sogni lei concede.

I Sette Dei che tutti noi hanno creato,
ascoltano se noi li invochiamo.

 

E’ questo il salmo che tutti i fedeli ai Sette Dei imparano fin da bambini e nel quale vengono descritti tutti i sette aspetti sotto cui il Dio si manifesta: il Padre, il Guerriero, il Fabbro, la Madre, la Fanciulla, la Vecchia e lo Sconosciuto. Il culto si è diffuso durante l’invasione e la conquista del continente da parte degli Andali ed è questa la ragione principale per cui è diventata la religione più diffusa, tanto che si suole riferirsi ad esse semplicemente chiamandola “il Culto”.
Al contrario del culto dei Vecchi Dei, quello dei Sette Dei è una religione gerarchizzata, fortemente integrata con il governo e la cultura del continente. A guida della sua chiesa vi è l’Alto Septon, una figura dall’autorità papale, scelto dal concilio dei “Più Devoti” tra i suoi membri. Quando un Alto Septon viene eletto è costretto ad abbandonare il suo nome.
ll libro sacro del culto è chiamato la Stella a Sette Punte ed è per questo che i fedeli del culto usano stelle a sette punte, cristalli a forma di prisma, arcobaleni e il numero sette per rappresentare le divinità e i loro riti di preghiera spesso coinvolgono l’uso della luce e di cristalli.
I luoghi di preghiera dei Sette sono chiamati “Sacrari” e in ognuno di questi santuari si possono trovare rappresentazioni artistiche degli aspetti della divinità. Nei “Sacrari” rurali possono essere semplici maschere intagliate o essenziali affreschi, mentre nei “Sacrari” più floridi si trovano preziose statue. E’ ad Approdo del Re, la fu capitale dei Sette Regni, il più grande Sacrario del continente, un imponente edifico in marmo bianco con sette torri, gravemente danneggiato dal periodo di guerra in cui i Sette Regni si sono ritrovati.
Nella Chiesa, gli uomini ricoprono il ruolo di Septon, mentre le donne quello di Septa, divisi in ordini distinti, ognuno dei quali è devoto a un particolare aspetto della divinità. Ad esempio, è facile riconoscere i septon devoti al Fabbro perché sono soliti portare attorno al collo una cinghia da cui pendono piccoli martelli.
Generalmente, i septon aderenti a un particolare ordine vivono nei “Septry”, comunità in grado di sostenersi da sole, e, quando questo accade, vengono chiamati “Fratelli dall’abito Marrone”. I septon che non hanno un Septry, invece, vagano per il continente celebrando i riti per il popolino, in cambio di un tetto sotto cui stare e di un pasto caldo. Spesso sono chiamati dal popolo i Fratelli Questuanti e si riconoscono perché, oltre a indossare abiti spartani, portano una ciotola di metallo attorno al loro collo: molti hanno ingrossato le loro fila durante gli anni di guerra, ma altrettanti ne sono stati uccisi durante la devastazione del Regno.
I “Seprty” in cui vivono solamente Septe sono, invece, noti come “Case della Madre” e il più importante di questi si trova tuttora a Vecchia Città. E’ però più facile trovare le Septe nelle case dell’alta nobiltà dove si occupano, principalmente, dell’educazione delle fanciulle e dei fanciulli. Le Septe possono presenziare, come parte della giuria, nei processi condotti dal Credo contro una donna e, quelle di più alto rango, sono membri dei “Più Devoti” e potendo così essere nominate, a loro volta, Alto Septon.
Le Sorelle del Silenzio sono, invece, un ordine speciale di sole donne votate alla castità e al silenzio e non fanno parte della Chiesa, non essendo delle Septe. Fra i loro compiti vi è quello di trasportare i morti e prepare i cadeveri per i funerali e le sepolture.
Nel passato, vi furono ordini militanti del Credo, noti come la Spada,i cui membri erano cavalieri provenienti da nobili casate, o come la Stella, composto da uomini del popolo: entrambe queste espressione di fede militante, però, sono state soppresse ai tempi di Maegor il Crudele, ma durante gli anni di guerra appena trascorsi, questo modo di interpretare la fede è tornato in auge.
Al contrario dei Vecchi Dei, che non sembrano mai intervenire nelle vicende dei mortali, i Sette Dei sono continuamente chiamati in causa dai loro fedeli. I credenti pregano, in base alle circostanze, specifici aspetti dei Sette per chiederne l’aiuto e la guida: il guerriero per ricevere il coraggio e l’abilità in battaglia, il Padre per la giustizia, la Madre per il perdono, il Fabbro per riaggiustare ciò che si è rotto, la Vecchia per la saggezza, la Fanciulla per l’innocenza e il piacere della vita e lo Sconosciuto per la morte. Durante queste preghiere, i fedeli accendono nei Sacrari delle candele davanti all’altare che rappresenta l’aspetto della divinità da cui si vuol ricevere aiuto e spesso intonano, durante questi riti, degli inni. Anche i matrimoni sono celebrati nei Sacrari, stando fra l’altare del Padre e della Madre.
Inoltre, i Sette sono attesi a intervenire a fianco del giusto combattente quando un imputato in un processo chiede che il giudizio sulla sua innocenza, o colpevolezza, sia deciso in duello.


Il dio abissale

Il culto del Dio Abissale è circoscritto, ormai, solo alle Isole di Ferro: qui sono ancora molti gli Uomini di Ferro che adorano solennemente questo Dio, il cui regno è il mare. La religione del Dio Abissale è antica e risale, con buona probabilità, a prima dell’invasione Andala quando ancora Re Urron non aveva reso ereditaria la discendenza del trono e ciascuna isola aveva un Re del Sale, in tempo di pace, e un Re della Roccia, in tempo di guerra, e il Re di tutte le isole era scelto fra questi Re. La conquista Andala, oltre a mettere fine al regno della discendenza di Urron, diffuse tra gli abitanti delle isole il credo dei Sette Dei, senza però soppiantare completamente il culto del Dio Abissale.
La religione riflette il carattere degli uomini che abitano queste isole inospitali: per sopravvivere, abituati a compiere incursioni sulla costa, gli Uomini di Ferro credono fortemente che il Dio Abissale li creò per stuprare, saccheggiare e depredare gli altri regni. Intransigenti con le altre religioni, annegano nell’acqua di mare, come sacrifico al Dio, tutti i nemici e prigionieri di guerra e credono che il Dio Abissale abbia infuocato il mare e navigato il mondo con il fuoco e la spada. L’eterno antagonista è il Dio della Tempesta che si oppone al Dio Abissale scatenando tempeste così forti da impedire la pesca e la navigazione.
Sebbene il culto non sia gerarchizzato, vi sono dei sacerdoti, noti come Uomini Annegati, solitamente vestiti con semplici tuniche macchiate di verde, grigio e blu, i quali portano con sé bisacce colme di acqua di mare per le benedizioni ai fedeli: chi vuol ricevere la benedizione del Dio si deve inginocchiare mentre l’Uomo Annegato versa sul suo capo un getto di acqua salata, contenuta nella bisaccia, con l'accompagnamento di inni alla divinità.
L’unica arma concessa a un Uomo Annegato in Battaglia è un randello costituito da pezzi di legno trasportato dalla corrente.
Coloro i quali aspirano a diventare Uomini Annegati, devono sottoporsi al cosiddetto “rituale dell’annegamento”: il corpo del nuovo adepto viene immerso completamente sott’acqua finché la vita non lo abbandona. Solo a questo punto il Sacerdote riporta sulla riva il corpo privo di sensi del nuovo fedele iniziando, aiutato dagli altri adepti disposti a cerchio, a massaggiarlo sulle braccia, sulle gambe e sul petto, prima di dargli il “Bacio della Vita”. Solo quando il fedele riprende i sensi può entrare a far parte degli Uomini annegati.
Proprio per questo motivo, una preghiera comune fra gli Uomini Annegati recita: “Ciò che è morto non può più morire, ma sorgerà di nuovo, più duro e più forte”.

Madre Rhoyne

In Dorne sono ancora vivi alcuni culti che possono essere fatti discendere dalle divinità portate con sé, al di qua del Mar Stretto, dai Rhoyniar.
Fra queste, la divinità maggiore è la Madre Rhoyne, una personificazione della loro patria ancestrale, il fiume Rhoyne. Spesso, per questo motivo, i suoi fedeli si rivolgono a lei come al Fiume Madre. La religione Rhoyniar include anche altre divinità minori, tra cui Il Vecchio del fiume, un Dio dalle sembianze di tartaruga che combatte il Re Granchio per il controllo del mondo sottomarino.

Il Signore della Luce

Fu nella notte senza stelle che Azor Ahai decise di forgiare una spada unica, come mai ne fossero esistite prima.
Lavorò per trenta giorni e trenta notti per creare dai fuochi sacri una lama prodigiosa, ma essa, immersa nell’acqua per essere temprata, si spezzò in mille frammenti.
Lavorò alla nuova lama per cinquanta giorni e cinquanta notte e per temprarla decise di immergerla nel cuore di una fiera. Ma anche questa volta la lama si frantumò.
Fu allora che Azor Ahai comprese che né l'acqua né il sangue di belva potevano temprare la sua lama.
Lavorò per cento giorni e cento notti nella sua forgia, e quando il fuoco rese la lama al massimo dell’incandescenza, chiamò sua moglie, Nissa Nissa, e affondò la lama nel petto di lei.
La sua anima, la sua forza e il suo coraggio impregnarono la lama, penetrando nell’acciaio.
Quando le labbra di Nissa Nissa si spalancarono per urlare in faccia all'oscurità la sua agonia e la sua estasi che la luna si commosse e per il dolore, una crepa ne inclino la sua faccia più chiara.

Il culto del Signore della Luce o R’hllor è uno dei più diffusi nel Mare stretto, in particolare ad Asshai delle Ombre, ma consta di pochi seguaci sul continente. Altri nomi con cui questa divinità è conosciuta sono il Cuore di Fiamme, il Signore della Fiamma e dell’Ombra. Il suo simbolo è un cuore incendiato e i suoi seguaci lo venerano come dio della luce, del calore e della vita. Si contrappone al Dio Estraneo, il cui nome non è mai pronunciato, signore dell’oscurità, del freddo e della morte. Le due divinità combattono una guerra eterna per decidere il destino del mondo.
Secondo i fedeli, negli antichi libri di Asshai è scritto che verrà il giorno, dopo una lunga estate, in cui le stelle sanguineranno e il respiro gelido delle tenebre scenderà a incombere sul mondo, in cui un guerriero estrarrà dal fuoco una spada fiammeggiante. Quella spada sarà Portatrice di Luce, la Spada rossa degli eroi, e colui che la impugnerà sarà Azor Ahai, prediletto di R’hllor, Guerriero della luce, Figlio del fuoco, reincarnato. E di fronte alla sua lama le tenebre fuggiranno: egli combatterà il dio Estraneo, e se cadrà, il mondo cadrà con lui.
I sacerdoti di R’hllor sono chiamati Preti Rossi per via delle vesti cremisi che indossano. Nell’Est, spesso i bambini, maschi e femmine, sono offerti ai templi del Dio affinché siano cresciuti per diventare Sacerdoti di R’hllor. Ogni sera, i Preti Rossi, nei loro templi, accendono fuochi e innalzano preghiere per chiedere a R’hllor di riportare l’alba: per questo motivo nelle loro preghiere ricorre molto spesso la frase “La notte è scura e piena di pericoli”. I Sacerdoti credono che R’hollor risponda occasionalmente alle preghiere dei suoi fedeli, garantendogli poteri magici: credono ad esempio di poter leggere nella fiamma ciò che avverrà.
Anche nella religione del Signore della Luce, un imputato può chiedere che la sua innocenza o colpevolezza venga dimostrata in un duello: prima della battaglia, i fedeli chiedono a R’hllor di dare la forza al giusto opponente.

 

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