Civile
Scienza della Medicina

Primo soccorso

Fasciature, Escoriazioni e ferite lievi:


Ogni ferita, di qualsiasi entità essa sia deve essere, in primis, lavata –se possibile- con acqua e in seguito disinfettata. Il disinfettante dovrà essere applicato con la stessa benda che verrà poi utilizzata per fasciare la parte lesa e permettere cosi alla pelle di essere sempre protetta da eventuali minacce esterne e quindi virare all’infezione. In seguito sarà necessario applicare alla ferita una delle basi mischiata ad una delle piante dalle proprietà cicatrizzanti per velocizzare la guarigione.

Slogature:

Per slogatura si intende una lesione interna sotto i primi strati di epidermide dovuta ad una torsione più o meno grave che non influisce sul metodo di cura se non nei giorni di riposo a seconda del soggetto e dell’entità del livido che si sarà formato.
Sarà necessario fasciare la parte slogata con una benda intrisa di impasto di miele mischiato ad una delle piante per la cura della pelle. Se non fosse possibile attuare una simile operazione bagnare la benda con acqua molto fredda e mettere tra questa e la pelle la pianta allo stato naturale perché faccia comunque il suo effetto.

Steccatura di un arto

La frattura è la rottura di un osso causata da un trauma. Si parla di frattura chiusa quando l'osso fratturato non fuoriesce dalla pelle e di frattura esposta quando invece una parte dell'osso sporge dalla pelle ferita. La frattura esposta è più seria di quella chiusa, sia perchè ci può essere una consistente perdita di sangue, sia perchè esiste la possibilità che alcuni germi possano introdursi nell'organismo provocando un'infezione.
Chi possiede la sola capacità di pronto soccorso non è in grado di curare una frattura.
Può steccare un arto, e alleviare il dolore in attesa dell'intervento di un medico.

Caratteristiche di una frattura

  1. Nel momento del trauma la persona ha percepito il caratteristico rumore che accompagna le fratture (trac).
  2. La zona colpita è gonfia, tumefatta, bluastra e duole, soprattutto se viene toccata o se la persona si muove.
  3. La persona non riesce a muovere la parte che ha subito il trauma (non è detto, comunque, che la frattura impedisca il movimento).
  4. La parte colpita assume una posizione innaturale o appare deformata.
  5. L'arto che ha subito il trauma appare più corto o più lungo di quello sano.

Come si stecca un osso rotto

Steccare la frattura significa sia alleviare il dolore, sia impedire che la situazione peggiori.
Gli oggetti che possono trasformarsi in preziose "stecche" sono molti: coperte (che possono essere arrotolati intorno all'arto), i manici di scopa, gli ombrelli, i rettangoli di legno che costituiscono i lati di un cassetto. L'importante è che la steccatura sia effettuata in modo tale da tenere assolutamente fermo l'arto. Prima di procedere con la steccatura è opportuno appoggiare sulla parte fratturata un'imbottitura realizzata con un qualsiasi pezzo di stoffa. La steccatura deve poi essere fissata saldamente, utilizzando ciò che si trova a disposizione e che può rivelarsi utile allo scopo: una cravatta, una striscia di tessuto, una cintura, una benda elastica. La steccatura non deve stringere troppo la parte per evitare problemi di circolazione: se le dita dell'arto colpito diventano bianche o bluastre significa che la steccatura è troppo stretta e il sangue non riesce a circolare correttamente. La steccatura va allentata anche se l'infortunato ha una sensazione di formicolio agli arti o se non riesce a piegare le dita.

Frattura del polso
Con molta delicatezza posizionare l'avambraccio in modo che formi con il braccio un angolo retto: il palmo della mano dell'infortunato deve essere rivolto al torace, con il pollice verso l'alto.
Circondare l'avambraccio con un'imbottitura, quindi immobilizzarlo con una steccatura. Si può usare un giornale che va passato prima sotto e poi ai lati dell'avambraccio. Il giornale deve quindi essere fissato con una striscia di tessuto.
Utilizzando un ampio fazzoletto o, meglio un foulard, legare il braccio già steccato attorno al collo della persona.

Frattura del braccio
Posizionare l'avambraccio in modo che formi un angolo retto con il braccio. Circondare il braccio con un'imbottitura quindi, evitando di compiere movimenti bruschi, passarci intorno un giornale da fissare con una qualunque "stringa" adatta allo scopo. Il braccio deve essere poi fatto accostare al corpo, sempre con l'avambraccio piegato ad angolo retto e quindi sostenuto grazie a un foulard legato al collo dell'infortunato.


Frattura della mano
Posizionare l'avambraccio in modo che formi un angolo retto con il braccio. La mano deve trovarsi con il palmo rivolto a terra. Avvolgere avambraccio e mano in un asciugamano o in un qualunque altro pezzo di tessuto che possa fare da imbottitura quindi steccare non solo la mano, ma anche l'avambraccio. Anche in questo caso dopo la steccatura è bene legare il braccio al collo, utilizzando un foulard.


Frattura del piede
La persona deve essere fatta sdraiare, quindi, con molta delicatezza, è necessario prima di tutto sfilarle le scarpe. Se si ha la possibilità di utilizzare un cuscino bisogna appoggiarvi sopra la gamba dell'infortunato (dall'incavo del ginocchio fino al tallone), e quindi ripiegarlo sopra la gamba (una delle due estremità del cuscino deve risultare sovrapposta all'altra). Il cuscino così arrotolato intorno alla gamba deve essere fissato con dei lacci o delle bende. In mancanza di un cuscino si può utilizzare una coperta ripiegata.


Frattura del femore
Il femore è l'osso della coscia: in genere la sua frattura costringe il ginocchio a una posizione innaturale. Se si verifica questo caso, per prima cosa si deve riportare il ginocchio in posizione normale: la manovra deve'essere eseguita con la massima delicatezza e con mano leggera. Si deve poi porre una coperta ripiegata, oppure un asciugamano grande, tra le gambe della persona infortunata e quindi si deve procedere legando, con una benda elastica o con qualunque altro laccio di fortuna, la gamba sana a quella infortunata. Le due gambe vanno tenute insieme passando i lacci in vari punti della loro lunghezza, insistendo in particolare alle caviglie e alle ginocchia. Se invece sono disponibili due stecche abbastanza lunghe da immobilizzare tutto l'arto (dal fianco al tallone), si può eseguire la steccatura dopo aver avvolto, con estrema delicatezza, la gamba infortunata in un panno morbido. Le stecche devono essere due: vanno poste ai lati della gamba e poi fissate saldamente.


Frattura della tibia
Tibia e perone sono le ossa che sorreggono il polpaccio (uniscono la caviglia al ginocchio). La frattura di queste due ossa può far assumere alla gamba una posizione innaturale. Per prima cosa, se è necessario, bisogna quindi raddrizzare la gamba avendo cura di agire lentamente, con grande attenzione e delicatezza. Per la steccatura, che deve essere eseguita dopo aver protetto la gamba con un'imbottitura, servono tre stecche, lunghe almeno dal ginocchio al tallone. Una stecca deve essere posta sotto la gamba (al polpaccio) e le altre due ai due lati della gamba. Le stecche devono essere legate almeno in tre punti: bisogna fare attenzione a non stringerle proprio sul punto della frattura. Se non ci sono stecche disponibili si può utilizzare una coperta ripiegata che deve essere messa tra le gambe dell'infortunato. La gamba sana deve essere poi legata a quella infortunata: i lacci devono essere passati in più punti.

Frattura della rotula
La rotula è l'osso del ginocchio. La sua frattura può far assumere alla gamba una posizione non naturale. Come prima manovra è necessario raddrizzare con estrema prudenza la gamba dell'infortunato, senza mai toccare il ginocchio colpito. In questo caso serve una tavola lunga quanto l'intera gamba (dal gluteo alla caviglia). La tavola, sulla quale va appoggiata una coperta come imbottitura, deve essere posta con molta delicatezza sotto la gamba della persona. Va quindi fissata alla caviglia, al polpaccio e al femore con una benda oppure con delle strisce di tessuto. È importante che i lacci non passino sopra al ginocchio